Studio: Coronavirus, verso virus stagionale e misure intermittenti fino al 2022

15 Apr 2020

Roma, 15 aprile 2020 – Il virus pandemico potrebbe diventare stagionale come quello dell’influenza. Il distanziamento sociale può ridurre l’arrivo di pazienti in condizioni critiche in ospedale. Tuttavia la trasmissione di Covid-19 riprenderà una volta che queste misure saranno revocate. Quindi potrebbe essere necessario mantenere il distanziamento sociale in modo intermittente anche nel 2022. E’ quanto suggerisce uno studio appena pubblicato su “Science” dal team di Stephen M. Kissler dell’Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston (USA). La ricerca suggerisce che l’incidenza di Sars-CoV-2 fino al 2025 dipenderà in modo decisivo dalla durata dell’immunità umana, della quale gli scienziati sanno ancora poco. Pertanto, secondo gli autori, sono necessari “urgentemente studi sierologici longitudinali per determinare l’estensione dell’immunità della popolazione, e per capire se questa immunità diminuisce con il tempo e con quale frequenza”. Sempre più spesso le autorità sanitarie ritengono “improbabile” che Sars-CoV-2 imiti il ‘cugino’ Sars-CoV-1 e venga eradicato dopo aver causato una breve pandemia. Piuttosto, la sua trasmissione potrebbe assomigliare a quella dell’influenza pandemica, con una “circolazione stagionale”. Conoscere la probabilità di questo scenario è cruciale per una risposta efficace. In questo studio, utilizzando i dati sulla stagionalità dei coronavirus umani noti e ipotizzando una certa immunità crociata tra Sars-CoV-2 e altri coronavirus, Kissler e i suoi colleghi hanno costruito un modello di interazioni pluriennali. Poi gli scienziati hanno usato questo modello per studiare per quanto tempo le misure di distanziamento sociale devono rimanere in atto per tenere sotto controllo Sars-CoV-2, proiettando la potenziale dinamica di Covid-19 nei prossimi 5 anni. Sulla base delle loro simulazioni, gli scienziati affermano che il fattore chiave che modulerà l’incidenza del virus nei prossimi anni sarà proprio la velocità con cui l’immunità al virus si riduce, aspetto che deve ancora essere determinato.

FONTE: SCIENCE