21, gennaio 2026 – “Accogliamo con grande soddisfazione il nuovo decreto di attuazione della legge sull’oblio oncologico del Ministero del Lavoro. I decreti rappresentano il completamento della legge e sono un ulteriore passo in avanti nell’estensione delle tutele e delle garanzie per quei pazienti colpiti da cancro ma che possono essere considerati guariti: una maggiore inclusione lavorativa è un fondamentale sostegno per milioni di persone che hanno affrontato una neoplasia”. Lo afferma Massimo Di Maio, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom).
In Italia ogni anno, ricorda il presidente degli oncologi, “ammontano a 390mila i nuovi casi di tumore e in totale le persone che vivono con una diagnosi sono oltre 3,7 milioni. Rappresentano oltre il 6% del totale della popolazione residente nel nostro Paese”. Grazie a terapie innovative, sempre più personalizzate ed efficaci, prosegue, “i tassi di guarigione sono in aumento. Merito del successo deve essere ricercato anche nelle possibilità di diagnosi precoce garantite da alcuni esami preventivi. Resta ancora molta strada da percorrere, soprattutto per alcune malattie oncologiche particolarmente insidiose. Per quanto riguarda invece patologie molto diffuse, come il carcinoma mammario o della prostata, i risultati ottenuti negli ultimi anni sono stati davvero rilevanti”. Anche per questo come Società Scientifica, afferma, “siamo stati in prima linea, insieme alle associazioni di pazienti, nel sollecitare tutte le istituzioni affinché approvassero la legge sull’oblio oncologico. All’epoca abbiamo lanciato una petizione on line che nel giro di pochi mesi ha raggiunto l’obiettivo delle 100mila firme. E’ stata una grande battaglia di civiltà che a fine 2023 ha portato ad un risultato importante. Anche in Italia è stato sancito a livello legislativo che di tumore in molti casi è possibile guarire”. “Oggi il cancro non deve essere più etichettato come una malattia incurabile – conclude Di Maio -. I pazienti guariti sono spesso adulti in età lavorativa, ai quali va quindi riconosciuto l’inalienabile diritto al lavoro. Una vita normale dopo il tumore è possibile e quindi ben vengano tutte le nuove norme a tutela degli ex pazienti”.
