Influenza, in 7 giorni ancora calo infezioni respiratorie a 803mila


12 Gen 2026

12, gennaio 2025 – L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 29 dicembre al 4 gennaio, è stata pari a 14,1 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 14,5. Secondo l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi dall’Istituto superiore di sanità (Iss), “sono stati stimati circa 803mila nuovi casi” in 7 giorni, con un totale da inizio sorveglianza di circa 7,5 milioni”. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia d’età 0-4 anni, con circa 37 casi per 1.000 assistiti. L’intensità è molto alta in Campania, alta in Sicilia e nelle Marche, media in Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia e Umbria mentre è bassa in tutte le altre. Tuttavia l’Iss precisa che “i dati riportati questa settimana, in particolare quelli provenienti dalla sorveglianza sentinella nella comunità, potrebbero non riflettere la reale incidenza e circolazione dei virus influenzali a causa di una possibile riduzione nel numero di visite e dati trasmessi in concomitanza con le festività natalizie”. Intanto però si rileva anche che “la flessione nella curva che vediamo in queste settimane sembra essere più evidente di quella degli anni scorsi nello stesso periodo”, commentano gli esperti Iss del dipartimento di Malattie infettive. Il picco potrebbe essere stato raggiunto? “Bisognerà attendere il prossimo bollettino – puntualizzano gli esperti – per capire se continuerà l’andamento discendente o se i casi torneranno a salire, e in questo secondo caso se supereranno i livelli toccati nelle scorse settimane”.

Nella prima settimana 2026-01, nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 17%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 40,5%, prosegue il bollettino RespiVirNet. La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella settimana 52 (22-28 dicembre, ultimi dati consilidati) simile rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09 e gli esperti segnalano che “la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate”. Ma quale virus influenzale sta circolando di più in Italia? Dalla caratterizzazione dei virus influenzali, emerge che nella comunità la percentuale di virus A H3N2 risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A H1N1 pdm09. Anche nel flusso ospedaliero si osserva una percentuale più alta di virus A H3N2. Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A ‘non sottotipizzabile’ come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento in corso dall’inizio della sorveglianza evidenziano che tra i ceppi di virus influenzale A H3N2 attualmente circolanti in Italia il subclade K è nettamente prevalente, mentre tra i ceppi H1N1 pdm09, tutti i ceppi si raggruppano esclusivamente nel subclade D.3.1 nell’ambito del più ampio clade 5a.2a.1 al quale appartengono anche i ceppi vaccinali.

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