FAQ – TUMORE DEL TESTICOLO

L’intervento di orchiectomia, con asportazione di un testicolo, non dà ricadute sull’erezione, né sulla produzione di testosterone e di sperma, e il paziente può continuare la sua attività sessuale come prima della chirurgia. È possibile notare un calo della libido, ma è utile ricordare che è solo transitorio. Se sono stati asportati entrambi i testicoli, la produzione di testosterone si blocca, quindi anche la pulsione sessuale. In questo caso, è necessario assumere una terapia sostitutiva con testosterone (in compresse, iniezione o cerotto), che riporta alla normalità la libido e l’erezione.
Fino a qualche anno fa, vomito e nausea colpivano pesantemente i pazienti che si sottoponevano a questi trattamenti. Oggi, grazie ai nuovi farmaci anti-vomito, coloro che veramente soffrono di questi disturbi sono una stretta minoranza e, anche in questi pazienti, i sintomi sono limitati.
Con i trattamenti polichemioterapici e anche i più nuovi trattamenti per i tumori testicolari conservano l’effetto collaterale di far cadere i capelli. La perdita (si chiama alopecia) è comunque temporanea, si manifesta dopo circa tre settimane dall’inizio della terapia e con la sospensione del trattamento i capelli ricominciano a crescere.
Frasi come la radioterapia ‘brucia’, o ‘asciuga’ appartengono ad un passato ormai lontano. Le moderne tecniche radioterapiche, che utilizzano dosaggi di radiazioni molto più bassi, permettono di guarire e sulla pelle si nota soltanto un piccolo tatuaggio, più piccolo della capocchia di uno spillo.
Tranne ovviamente qualche giorno di riposo per l’intervento chirurgico, già dopo una settimana si può riprendere il lavoro o lo studio. Se il lavoro è faticoso (muratore, autista, ecc.) si dovrebbe aspettare qualche giorno in più.
Non più di quelli di una qualsiasi operazione chirurgica, se non l’aspetto estetico della perdita di un testicolo che può essere risolto con l’impianto di una protesi. Dopo la linfoadenectomia (cioè l’asportazione dei linfonodi retroperitoneali), necessaria se sono evidenti metastasi ai linfonodi, si può manifestare eiaculazione retrograda, cioè la fuoriuscita di liquido seminale in vescica e la sua eliminazione con l’urina, che può causare disagio. Le nuove tecniche chirurgiche, che risparmiano i nervi, possono però evitare questo evento nell’80-90% dei casi.
Prima di tutto, il cancro non è contagioso. Se invece sei in trattamento con chemio o radioterapia, sarebbe preferibile usare il profilattico, sia perché alcuni farmaci chemioterapici possono passare nello sperma e produrre irritazione alla partner, ma anche per evitare gravidanze indesiderate, dato che sia la chemioterapia che la radioterapia possono alterare gli spermatozoi e causare uno sviluppo anormale del nascituro. Una volta che il trattamento è terminato non rimane alcun rischio di anormalità nel feto.
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SIUrO e i tumori genitourinari

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