Il 4,8% dei bimbi nati in Italia con procreazione assistita, +44% congelamento ovuli


16 Lug 2026

16 luglio 2026 – Nel 2024, su circa 370 mila bambini nati in Italia, 17.660 sono venuti al mondo grazie alla Procreazione Medicalmente Assistita (Pma), pari al 4,8% del totale, quasi uno su venti. E nello stesso anno i cicli di congelamento degli ovuli per ragioni non mediche sono aumentati del 44% rispetto all’anno precedente. I dati sono stati diffusi in occasione del primo congresso dell’Associazione Italiana Fertilità (Aife), che ha lanciato il Manifesto Fertilità 2030, una proposta per integrare stabilmente la salute riproduttiva nelle politiche di sanità pubblica.

Il Manifesto delinea una strategia di sistema che mette finalmente in rete prevenzione, diagnosi precoce, preservazione del potenziale riproduttivo e politiche di welfare. “Dobbiamo spostare l’attenzione dalla sola gestione dell’infertilità conclamata alla tutela precoce della salute riproduttiva – dichiara Laura Rienzi, Presidente di Aife -. La fertilità deve entrare stabilmente nelle politiche pubbliche. Informare prima, riconoscere tempestivamente i fattori di rischio e ridurre i ritardi nell’accesso alle cure significa offrire alle persone maggiori possibilità di scelta e permettere alla medicina della riproduzione di offrire risposte più tempestive e appropriate, senza presentarla come l’unica soluzione alla denatalità”. “Quasi un bambino su venti – sottolinea Maurizio Guido, Responsabile del Registro Nazionale Pma dell’Istituto Superiore di Sanità – nasce oggi grazie alla Pma: non si tratta più di un fenomeno di nicchia, ma di una componente strutturale della natalità italiana. I dati acquistano valore soprattutto quando vengono utilizzati per migliorare la programmazione sanitaria. La sfida è comprendere come e quando i cittadini arrivano alle cure, favorire diagnosi e prese in carico tempestive e ridurre le differenze territoriali che ancora condizionano l’accesso ai trattamenti”. Uno dei pilastri del Manifesto Fertilità 2030 è la prevenzione. Aife propone che la salute riproduttiva entri nei programmi pubblici di informazione e prevenzione, poiché età, stili di vita, condizioni di salute e fattori ambientali possono incidere sul potenziale riproduttivo.

 

Panoramica privacy

SIUrO e i tumori genitourinari

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookies Policy

Cookie necessari

I cookies necessari sono necessari per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.