Covid-19: l’obesità aumenta probabilità di malattia grave

2 Set 2022

2 settembre 2022 – Nelle persone con obesità, in particolare in coloro che presentano un’elevata percentuale di grasso viscerale, aumentano sia la probabilità di contrarre il Covid-19 sia l’evoluzione della malattia in forma grave o fatale. Il dato emerge da due lavori, in via di pubblicazione su importanti riviste internazionali, cui ha contribuito l’Unità operativa di Geriatria dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso. La prima ricerca è una revisione della letteratura pubblicata sulla rivista “Nutrients”, a cura di Andrea Rossi, direttore della Geriatria dell’ospedale, in collaborazione con l’Università di Reggio Emilia e con tre ricercatrici dell’Università di Verona, Valentina Muollo, Gloria Mazzali e Silvia Urbani. “L’obesità – spiega Rossi – porta le persone che contraggono infezione da Covid-19 a essere più vulnerabili, sviluppando esiti peggiori che possono richiedere il ricovero in terapia intensiva. Questa revisione della letteratura si è concentrata sui risultati disponibili che hanno studiato il legame tra Covid-19, composizione corporea e stato nutrizionale. Altri componenti importanti come la bassa massa muscolare, la cosiddetta ‘sarcopenia’, e il grasso intermuscolare, aumentano la vulnerabilità nel contrarre il Covid-19, così come la mortalità, l’infiammazione e il danno a carico del muscolo. La malnutrizione è condizione prevalente nella popolazione affetta da Covid-19 grave, ma permangono diverse questioni ancora da chiarire sulle strategie volte a ottimizzare lo stato nutrizionale per limitare il catabolismo e preservare la massa muscolare”.

Il secondo lavoro scritto da Rossi utilizzando i dati dei ricercatori Leonardo Gottin e Katia Donadello, dell’Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Padova, ha dimostrato che non solo la quantità di grasso corporeo ma anche la sua distribuzione sembra svolgere un ruolo cruciale nella gravità del Covid-19. Rispetto all’indice di massa corporea (BMI), il tessuto adiposo viscerale ed il grasso intratoracico sono risultati infatti migliori predittori della gravità di Covid-19, aumentando la necessità di ricovero in terapia intensiva e ventilazione meccanica invasiva.