10 luglio 2026 – Tra i trattamenti anticancro la radioterapia risulta essere una dei più utilizzati. Si calcola infatti che circa il 60% dei pazienti oncologici sia sottoposto ad almeno un ciclo di questa terapia durante l’intero percorso di cura.
Consiste nell’uso di radiazioni ad alta energia permette di colpire e distruggere le cellule tumorali, con l’ulteriore obiettivo di danneggiare il meno possibile quelle sane. La radioterapia può essere utilizzata da sola oppure prima o dopo l’intervento chirurgico. La radioterapia preoperatoria (o trattamento neoadiuvante) viene eseguita prima dell’intervento per ridurre le dimensioni del tumore. La radioterapia postoperatoria (o trattamento adiuvante) può essere consigliata dopo l’operazione, per aumentare le probabilità di eliminare ogni residuo della malattia.
I principali effetti collaterali sono paragonabili a quelli provocati dai farmaci chemioterapici: vomito, nausea, diarrea, stanchezza cronica, tosse e dolore a livello toracico. Durante le sedute possono comparire sulla pelle forti arrossamenti, simili a quelli provocati da un eritema solare. Questa irritazione cutanea si chiama radiodermite, che può a volte far sospendere il trattamento. I medici consigliano ai pazienti di portare vestiti non aderenti ed evitare camicie dal collo stretto e cravatte. Le donne sottoposte a irradiazione della mammella non devono indossare il reggiseno, perché lo sfregamento delle spalline e delle bretelle può irritare la pelle. Al termine dei trattamenti si può avere difficoltà a deglutire o a bere bevande molto calde o fredde.
